Per le attività turistico ricettive e di agenzia di viaggi e tour operator il bonus affitti viene esteso dal Decreto Sostegni Bis fino al 31 luglio 2021. Non è previsto alcun tetto di fatturato e il credito di spetta a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo compreso tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 sia inferiore almeno del 30% (nuovo limite invece del 50% dei decreti precedenti) rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo 1° aprile 2019-31 marzo 2020.

Vediamo in ambito travel (Agenzie e Tour Operator) questo cosa comporta, conteggi e gestione.

Il credito di imposta spetta alle agenzie di viaggio e ai tour operator indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente.

Le % sono queste:

  • 60% del canone di contratto di locazione;
  • 30% del canone di contratto di affitto d’azienda relativo ad agenzie di viaggio e tour operator.

Il credito può essere utilizzato in compensazione con modello F24 (con codice tributo 6920) per pagare Imposte dirette, Ritenute di acconto, Iva, Irap, Inps, ecc. oppure può essere ceduto a terzi mediante l’apposita applicazione presente sul Sito dell’Agenzia delle Entrate, ma può essere utilizzato solo successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni.

Non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi (quindi è escluso dalla tassazione Irpef ed Ires) e del valore della produzione ai fini dell’imposta Irap.

Per quanto riguarda la categoria di appartenenza catastale la norma fa riferimento al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo e quindi non si fa più riferimento alla Categoria catastale C1.

La Circolare Agenzia Entrate n. 14/E del 6 giugno 2020, riporta:

Per entrambe le ipotesi identificate ai punti sub a) e b), gli immobili oggetto di locazione (o almeno uno degli immobili in ipotesi di affitto d’azienda o contratto misto), indipendentemente dalla categoria catastale, devono essere destinati allo svolgimento effettivo delle seguenti attività:

  • industriale;
  • commerciale;
  • artigianale;
  • agricola;
  • di interesse turistico (per i soggetti diversi da quelli di cui al comma 3).

In relazione agli immobili destinati all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, si precisa che rientrano nell’ambito di applicazione del credito, qui in commento, anche gli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare del contribuente che sono ammortizzabili, nel rispetto delle condizioni previste all’articolo 54 del TUIR. Ne consegue che il credito di imposta è riconosciuto sul 50 per cento del canone di locazione. Ciò a condizione che il contribuente non disponga nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o professione; infatti, in tale ipotesi, il credito di imposta non potrà essere riconosciuto con riferimento ai canoni relativi all’immobile ad uso promiscuo, ma solo con riferimento all’immobile adibito ad attività professionale in via esclusiva.

Per quanto riguarda gli enti non commerciali, la disposizione è applicabile anche nel caso in cui gli immobili locati, sempre diversi da quelli ad uso abitativo, siano utilizzati ai fini dell’attività istituzionale. Tale ultimo requisito potrà essere verificato dall’esame dell’atto costitutivo o dello statuto della singola associazione o ente.  Nel caso in cui l’ente non commerciale svolga, nel medesimo immobile, anche attività commerciale, il credito d’imposta sarà attribuito in relazione al canone di locazione afferente alle due sfere (istituzionale e commerciale) e nel rispetto dei differenti requisiti individuati dalla norma.

Qui altri articoli dove abbiamo trattato l’argomento:

https://www.travel-advisor.it/?s=credito+imposta+locazione