Riprendiamo il discorso dei voucher che molti T.O. e Agenzie hanno emesso a causa dell’emergenza della pandemia da Covid-19, peraltro sostenuti dalle norme di legge che hanno permesso tutto ciò in aiuto alle imprese turistiche che si sarebbero trovate in grave difficoltà nel rimborsare i clienti viaggiatori per viaggi già organizzati e prenotati.

Vediamo quindi l’evoluzione anche in relazione alla Commissione Europea che, ravvisando una violazione nei principi inseriti nelle normative che regolano i contratti turistici, aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

Prendendo spunto dall’articolo dell’Avv. Gianluca Rossoni (che ringraziamo per aver concesso la pubblicazione del presente articolo) che è stato pubblicato su TTG Italia [Sospendere i termini di utilizzo dei voucher | TTG Italia] riprendiamo il discorso dei voucher emessi da T.O. e ADV.

Sull’argomento Travel Advisor ne ha parlato in questi articoli: https://www.travel-advisor.it/?s=voucher+covid

Il DPCM dello scorso 8 marzo 2020 aveva visto la nascita dei voucher da emettere a favore dei clienti che avevano “perso” i viaggi a causa della pandemia, validi fino ad 1 anno dalla data del rilascio. Successivamente il Decreto Cura Italia (n.18/2020) aveva portato la validità fino a 18 mesi.

In ultimo il D.L. n. 34/2020 (Decreto Rilancio) aveva confermato i 18 mesi e, in fase di conversione in Legge, il legislatore ha apportato alcune modifiche alla disciplina dei rimborsi per i viaggi e/o i pacchetti turistici che non hanno potuto svolgersi a causa dei lockdown che hanno interessato moltissimi Paesi europei, e non, ed anche delle chiusure delle frontiere di altri Paesi nel mondo.

La norma, come si è detto, era nata per salvaguardare la liquidità delle Agenzie ed i Tour Operator dalla notevole mole di richieste di rimborso da parte dei Clienti Viaggiatori di importi da questi anticipati ma nella grande maggioranza già utilizzati dagli operatori per pagare biglietterie ed acconti ai diversi fornitori dei servizi turistici.

La Commissione Europea, ravvisando una violazione nei principi inseriti nelle normative che regolano i contratti turistici, aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia ed anche di molti altri Paesi europei che avevano adottato tale salvaguardia; procedura che, come ci avvisa l’Avvocato Rossoni nell’articolo sul TTG, è stata archiviata dalla Commissione Europea in data 30 ottobre 2020, con la raccomandazione di avviare subito i rimborsi al termine del periodo di validità dei Voucher.

Il Decreto Rilancio (convertito con la Legge n. 77/2020) ha infine dettato le regole, che sono attualmente in vigore, sul trattamento dei Voucher emessi su viaggi e soggiorni annullati:

  1. durata di 18 mesi, anche per quelli già emessi anche ad arrivare retroattivamente all’11 marzo 2020;
  2. la disposizione vale anche per i viaggi d’istruzione (con alcune eccezioni);
  3. se i contratti di trasporto, di soggiorno o di pacchetto turistico sono stati instaurati (cioè il viaggio avrebbe dovuto svolgersi) nel periodo compreso tra il 11.03.2020 ed il 30.09.2020, l’ADV e il T.O. possono emettere voucher dell’importo pari alla controprestazione, quando le prestazioni non siano state rese a causa degli effetti derivanti dallo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19;
  4. la disposizione è applicabile sia per le prestazioni da rendere all’estero sia per quelle in favore di contraenti provenienti dall’estero.
  5. è però indispensabile che il contraente abbia esercitato il recesso entro 31.07.2020;
  6. se il viaggiatore non ha utilizzato il voucher entro i 18 mesi dalla data di rilascio, potrà chiedere il rimborso, che l’ADV o il T.O. dovranno corrispondere entro 14 giorni;
  7. limitatamente ai voucher emessi in relazione a soli contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre, il rimborso può essere richiesto decorsi 12 mesi dall’emissione ed è corrisposto al cliente entro 14 giorni dalla richiesta.

Il problema che l’Avvocato Rossoni giustamente solleva nel suo articolo è che, perdurando la crisi pandemica del virus, la stragrande maggioranza dei Paesi sta continuando a legiferare su più o meno lunghi periodi di lockdown ovvero di chiusure di frontiere per viaggiatori stranieri e, pertanto, continuano ad essere in profonda crisi non solo i viaggi per turismo (mare, montagna, città d’arte, ecc.) e di istruzione, ma anche gli spostamenti per lavoro, l’organizzazione di eventi di qualunque genere, di congressi e convegni, nonchè le crociere.

Quindi si stanno avvicinando le date di scadenza dei voucher senza che i clienti viaggiatori possano confermare le scelte fatte in precedenza e senza che gli operatori turistici possano offrire lo stesso prodotto o anche una alternativa in quanto viaggiare continua ad essere un grosso problema se non addirittura vietato; a tal punto se le ADV e TO dovessero iniziare ad effettuare i rimborsi dei voucher si tornerebbe al punto di partenza e moltissime aziende andrebbero inevitabilmente in crisi, tenendo anche in conto che sono stati mesi di assoluta inattività e che, nonostante i contributi a fondo perduto (che peraltro molte strutture non hanno ricevuto), la liquidità è in profonda sofferenza.

Pertanto, Rossoni rileva che:

“Alla luce di ciò, non appare pertanto conforme al diritto che invece per i debitori dell’obbligazione dedotta nei voucher, cioè per gli operatori turistici, nel frattempo continui invece a correre il termine dei diciotto mesi, giacché la causa di non utilizzo non è parimenti a loro imputabile. In vero, solo quando ai viaggiatori sarà possibile usufruire dei voucher e per loro scelta decideranno di non utilizzarli, allora sarà legittimo che scorrano nuovamente i termini di utilizzo sino al loro naturale spirare. Soccorre infatti in diritto l’istituto della sospensione dei termini, utilizzato ampiamente in ambito processuale ordinario …”.

Auspichiamo, quindi, che il Legislatore provveda quanto prima a rilevare questa urgente necessità, stante il perdurare della emergenza pandemica e delle conseguenti chiusure dei canali turistici che molto probabilmente si protrarranno anche per i prossimi mesi.

Condividiamo quindi quanto auspica l’Avv. Rossoni sul problema dei voucher e della loro scadenza, per cui sarebbe auspicabile:

“ … un pragmatico allungamento dei termini di utilizzo sino alla conclusione dell’anno 2022, per evitare ondate di contenziosi o addirittura insolvenze, che in ultima analisi andrebbero a scapito proprio degli stessi viaggiatori cui erano destinati i voucher.”

 

Ndr: si ringrazia l’Avv. Rossoni per la collaborazione – http://www.tourismlaw.it/index_it.html